MESSICO MARZO 2017

Le rovine Maya a Tulum
Le rovine Maya a Tulum

Marzo è, per antonomasia, il mese della rinascita. Il nostro piano ferie va in parallelo con questo significato: è il secondo anno di seguito che organizziamo il nostro viaggio in questo periodo, ma generalmente ci settiamo sui primi mesi del nuovo anno per una fuga al caldo dal triste e freddo inverno.

La  nostra "settimana bianca" di bianco prevede la sabbia borotalco della Riviera Maya.

 

Il Messico è una meta che mi affascina e mi incuriosisce da ormai svariati anni , per il binomio vincente tra la bellezza delle sue acque e la ricchezza culturale.

Dopo aver sfogliato riviste e navigato per ore sui siti dei Tour Operator, decidiamo di affidarci a Francorosso per questa vacanza. Il resort di punta che propone è il Catalonia Playa Maroma, situato su una delle dieci spiagge più belle al mondo. E immaginate perchè...

Il nostro volo NEOS 430 parte alle ore 8:00 da Roma Fiumicino. Il viaggio è molto lungo, circa 13 ore e mezzo, con un breve scalo tecnico a L'Havana. Viaggiando con un charter ci siamo organizzati per l'intrattenimento con tablet con l'app NEOS ENTERTAINEMENT, GOOGLE PLAY (acquisti i film e li vedi quando vuoi) ,  Kindle per leggere e la Trunki piena di attività

L'aereomobile è un B767 con configurazione 2-4-2 , io ed Alessandro siamo seduti lato finestrino (mica ci perdiamo la vista sul mar dei Caraibi!!) ed il papà accanto a noi nella fila centrale.

Ci siamo chiesti cosa avrebbe fatto il nostro tre-enne tredici ore su un aereo e ancora una volta ci ha sorpreso. Questa la sequenza ripetuta due volte: gioco-pranzo-film-nanna. Molte famiglie rinunciano ai viaggi in aereo/macchina perché temono che possano trasformarsi in esperienze da incubo, ma bisogna provare e fidarsi. Coinvolgere il bambino nelle attività, spiegare quello che si farà e vedrà!

Sono mesi che preparo Alessandro a questo viaggio: gli ho raccontato dell'aereo azzurro e del volo lungo, del mare, della sabbia, delle iguane e dei coati e del tempo che trascorreremo insieme.

Atterraggio a Cancun
Atterraggio a Cancun

Sono le 16 passate, ore locali. Scendiamo dall'aereo un po' provati mentre Alessandro felice canta "Viva Las Vegas!" di Elvis Presley...i passeggeri e le hostess ridono, io arrossisco un po'! 

"Siamo arrivati in Messico?", chiede lui. Annuisco.

"Ma qui non c'è il mare!"

"Siamo all'aeroporto amore, tra poco ci arriviamo!"

Scoppia in lacrime. Dopo tutte queste ore chiuso in aereo arrivare e non vedere il mare lo rende triste e deluso, SOS pianto e bambino da consolare. Non è facile fargli capire che ci vuole ancora un altro po', la stanchezza prende il sopravvento ma le parole rassicuranti di una mamma e le coccole sono un'ottima soluzione!

Saliamo sul bus dopo aver incontrato le Destination Friends di Francorosso e finalmente partiamo per l'hotel, che dista circa trenta minuti dall'aeroporto. Nel tragitto ci consegnano i documenti del check in, le chiavi, ci spiegano l'organizzazione del resort così che una volta arrivati , dopo il cocktail di benvenuto, siamo liberi di andare in camera o a cena.

Il Catalonia Playa Maroma è un piccolo hotel immerso nella vegetazione rigogliosa e sorge direttamente su questa spiaggia (sono solo tre i resort che ne hanno accesso).  Il viale che dalla lobby porta alle camere e al corpo centrale attraversa questa giungla. Arrivando di sera il viale è illuminato da luci soft ed una musica relax accompagna i nostri passi verso la camera. 

 

A differenza dei grandi resort della Riviera Maya, questo hotel è di dimensioni ridotte con circa 400 camere, 1 ristorante principale, 3 ristoranti tematici (spagnolo-messicano-italiano) in cui non è necessaria la prenotazione, vari bar ed 1 piscina. Tra i bar degno di nota il Ma-loo, direttamente sulla spiaggia, dove si potevano gustare frullati di frutta o verdura a proprio gusto. 

La cucina è stata davvero una sorpresa: zero cibo spazzatura. Gli snack, per esempio,  erano frutta, verdura, frullati, milkshake, crepes preparati al momento. Le pizze solo su ordinazione al ristorante principale.

C'è un mini club con playground recintato. L'accesso al miniclub è consentito a partire dai 4 anni mentre il playground è libero. 

Altro punto forte della struttura il wifi: potentissimo e utilizzabile ovunque, dalla lobby a due metri dal mare.

 

 

Il primo giorno il jet-lag porta i suoi effetti: siamo svegli dalle 4.30 e non c'è verso di riaddormentarci. D'altronde siamo a -6h di fuso orario. Tanto vale che disfi i bagagli!

Approfittando dell'apertura h24 del lobby bar, usciamo alle 6 circa per fare colazione e poi dritti in spiaggia per aspettare l'alba. Finalmente il mare!

Il sole sorge dal mare ondoso, il cielo diventa rosa ed arancione e illumina la sabbia come farina...una consistenza unica! E' uno spettacolo di cui mi sarei privata se non avessi un bambino sveglio e impaziente di vedere il mare del Messico!

 

I primi due giorni sono molto ventosi ed il mare è mosso, portando a riva le alghe sargassum, delle alghe brune che purtroppo invadono le coste messicane e caraibiche da qualche anno. Ogni giorno una decina di lavoratori sono impegnati a pulire la spiaggia del resort, ma a volte non basta. Il mare è tuttavia spettacolare, con quelle sfumature di azzurro e la sabbia bianca da cartolina! Abbiamo accesso all'area Privileged del resort, un'area dedicata con lettini confort e servizio in spiaggia.

Ovviamente non ci sono ombrelloni ma se si cerca l'ombra ci sono le palme!

Alessandro si diverte con i suoi giochi da mare a costruire secchielli, a surfare con il materassino o a nuotare in mare o piscina!

 

Cerchiamo da subito di adattarci ai nuovi orari quindi dopo la mattinata in mare una doccia veloce in camera, pranzo al ristorante in compagnia dei coati, passeggiatina e ninna in spiaggia, poi di nuovo pronti per un altro pomeriggio in spiaggia o al playground. Ci prepariamo alla cena e alle 20:45 Alessandro puntualissimo si addormenta nel passeggino. Questa la sua routine. Svizzero!

Non nego che i primi giorni sono difficili, Alessandro è stanco e spesso nervoso ma bisogna avere pazienza. Dopotutto il viaggio è stato lungo, il cambio di temperatura notevole (siamo passati da 7° a 32°)...non posso biasimarlo! 

Giorno dopo giorno, questa spiaggia si mostra nella sua bellezza. Il mare è sempre più pulito, le acque cristalline bagnano la sabbia bianca che è quasi accecante. 

Non mancano le passeggiate a riva e qualche nuotata in maschera per vedere i pesci. 

 

"Di fronte al mare la felicità è un'idea semplice" disse Jean Claude Izzo...quanta verità in queste parole.

Mesi a sognare questa vacanza ed ora siamo qui, tutti e tre, e dimentichiamo tutto il resto!

 

Ma il Messico non è solo mare. E' anche cibo, tequila, musica, tradizione, cultura, storia.

A due giorni dalla partenza prenotiamo la nostra escursione alle rovine maya di Tulum con l'agenzia dell'hotel. 

Alle 7 un minivan ci viene a prendere dall'hotel per portarci ad un nuovo punto di incontro, destinazione Playacar (zona residenziale dove sono presenti molte strutture come i Viva o i Riu Hotels) per poi proseguire verso Tulum

Le nostre guide sono messicane, durante il tragitto ci danno alcune informazioni sul territorio e sulla cultura Maya e dai loro racconti traspare l'amore e l'orgoglio per la loro terra.

Arriviamo al parcheggio del sito archeologico, percorriamo un tragitto di circa 1km prima di entrare nell'area archeologica (è disponibile anche un servizio navetta con un trenino a pagamento). 

Tulum è l'unico sito archeologico sul mare, con il suo Castillo che domina le acque turchesi e i due templi, il Tempio del Vento ed il tempio del Dio Discendente.E' stato utilizzato come centro di osservazione astronomica, infatti il nome originario "zamà" (che significa "alba") si riferiva alla sua posizione e all'allineamento est-ovest degli edifici. Durante il solstizio d'inverno il sole illumina una parte della zona del Castillo che disegna una stella di luce nella roccia.

Tulum è stata la prima città Maya avvistata dai colonizzatori. Oggi  è uno dei siti più fotografati del Messico: quel tempio che si affaccia sul mare dei Caraibi e che abbiamo visto e rivisto nei cataloghi viaggio ora è davanti ai nostri occhi.

SITO STROLLER-FRIENDLY ! Non abbiamo avuto problemi a visitare il sito con il passeggino, ci sono diverse rampe per persone a mobilità ridotta e qualche scala ma non abbiamo avuto problemi. E' stato più semplice girare qui che fare una passeggiata a Roma!

Dopo Tulum ci accompagnano a visitare Xcacel, un'area dove è presente un santuario delle tartaruge sulla sua spiaggia selvaggia e deserta e un cenote, una gemma nascosta a due passi dal mare incastonata nella giungla.

I cenote sono piscine naturali formatesi milioni di anni fa con lo sprofondamento del suolo calcareo; i Maya li chiamavano "pozzi sacri".

La particolarità di questo piccolo cenote all'aperto è la sua vicinanza al mare e quasi allo stesso livello. Il cenote è un refrigerio dal caldo della spiaggia di Xcacel che non è assolutamente attrezzata, quindi bisogna organizzarsi se si vuole trascorrere del tempo lì. Altra particolarità di questo sito è la presenza del santuario delle tartarughe, chiamato così perchè da aprile ad ottobre le tartarughe vengono su questa spiaggia a deporre le uova. 


La nostra settimana in Messico è finita, è arrivato il momento di tornare a casa con un nuovo bagaglio di emozioni e ricordi di questa terra che ti fa innamorare per i suoi colori e la sua storia. 

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Commenti: 3
  • #1

    Oltre le parole (venerdì, 15 dicembre 2017 09:37)

    Il Messico dovrebbe essere la destinazione del mio prossimo grande viaggio! Ho trovato un sacco di suggerimenti utilissimi! Grazie mille :)

  • #2

    Valentina (sabato, 13 gennaio 2018 18:48)

    Il Messico è nella mia whishlist! Mi segno i tuoi preziosi consigli, sperando di poterci andare presto :)

  • #3

    Giulia (domenica, 14 gennaio 2018 19:47)

    Ma che meraviglia, la riviera Maya deve essere proprio il top, guarda che colori. Mi piacerebbe anche visitare il Chiapas, il Messico è così vario!