CAPRICCI IN VIAGGIO? NO PROBLEM!

Corsa con il trolley all'aeroporto di Fiumicino
Corsa con il trolley all'aeroporto di Fiumicino

Tra le preoccupazioni di una mamma alle prese con il viaggio con un bambino, c'è anche quella di come gestire i capricci fuori casa.

Lo scenario peggiore è l'aereo: un luogo chiuso, con altri 200 passeggeri che ti guardano e chiedono alla hostess di far smettere il bambino (come se ci fosse un tasto on-off!).

 

E tu sei lì, con gli occhi puntati addosso, mentre cerchi di parlare in maniera pacata e serena con un piccolo esserino e a convincerlo a mettere la cintura di sicurezza o a lasciare il gioco alla sorellina senza fare sceneggiate. Ma il confine è sottile e puoi passare da Mary Poppins a Ursula in 3 secondi netti!

E' dura, ma è l'avventura dell'essere genitori!

 

E in viaggio come si fa?  Come a casa!

 

Devo dire, per mia fortuna, che Alessandro è un bambino piuttosto tranquillo e nei nostri viaggi non abbiamo avuto grosse difficoltà di gestione.

A mio avviso un buon allenamento si fa dentro casa : alcuni comportamenti non li ho mai ammessi, come buttarsi per terra. Lo ha fatto una volta e gli è costato cinque minuti di riflessione e un giochino "sequestrato" per un giorno. Si, sono un po' "signorina Rottenmeier" ma con il tempo questo metodo ha premiato.

PERCHE' I BAMBINI FANNO I CAPRICCI

I capricci dei bambini sono dei fenomeni relazionali, sono una manifestazione della loro consapevolezza nel mondo e a partire dall'anno e mezzo sono il modo con cui cercano di esprimere il loro carattere. Ma non solo.

I bambini possono fare i capricci perchè sono stanchi, perchè hanno fame, perchè si annoiano, perchè vogliono qualcosa!

Pianti, urla e altre scenate mettono a dura prova un genitore che spesso si trova a urlare più forte o a cedere al capriccio.

Ma non è questa la giusta soluzione, soprattutto a lungo termine.

Un consiglio valido per gestire un capriccio è avere PAZIENZA, come in tante altre situazioni della vita.

Dobbiamo entrare in empatia con il bambino, comprendere le sue emozioni (anche la rabbia),  porci in maniera ferma e decisa nei suoi confronti.

Soprattutto NON bisogna CEDERE AL CAPRICCIO: i bambini devono imparare a disciplinare le emozioni negative, derivanti da un rifiuto per esempio. Noi genitori abbiamo il compito di insegnarglielo!

CAPRICCI IN VIAGGIO

Anche in viaggio i bambini fanno i capricci. E' normale: sono stanchi, sporchi, hanno fame o sono annoiati. O peggio, non stanno bene.

Si lamentano, proprio come possiamo farlo noi, ma diversamente.

 

Con Alessandro abbiamo affrontato tre momenti memorabili:

1) Volo di ritorno da Dubai: Alessandro aveva 5 mesi, si lamentava e piangeva in continuazione e noi non riuscivamo a comprenderne il motivo. Per quattro ore ci siamo alternati nel tenerlo in braccio, poi in piedi, poi un giro in aereo e alla fine è crollato per stanchezza. Anche noi eravamo provati dal viaggio!

Tornati a casa, qualche giorno dopo, abbiamo visto i suoi primi dentini: ecco spiegato il motivo!

2) Aeroporto JFK-New York : Alessandro aveva 2 anni e per tutto il volo Punta Cana-New York non aveva dormito. Mentre cominciavamo la discesa su NY, lui voleva rimanere senza cintura per guardare meglio dal finestrino. L'hostess, per tenerlo buono, gli portò due cioccolatini Mars (me li ricordo benissimo, soprattutto sul suo musetto e sui pantaloni) che lo tennero a bada per quei 15 minuti...ma non dopo! Per lui che non era abituato a mangiare zuccheri la sera, quei cioccolatini ebbero un effetto esplosivo. Un mix di stanchezza ed irrequietezza ed ecco che Alessandro correva nel terminal come Sonic the Hedgehog! Lo bloccai e gli parlai in maniera ferma e decisa, lui pianse finchè ci imbarcammo sul nuovo volo per Roma. Fortunatamente quest'ultimo fu un volo notturno e ci riposammo tutti e tre!

3) Messico: Alessandro aveva 3 anni. Arrivammo a Cancun dopo un volo diurno  di 13h e appena sbarcammo Alessandro cominciò a piangere perchè voleva andare subito al mare. I passeggeri in fila furono comprensivi, la stanchezza era arrivata per lui e mi aiutarono a consolarlo, distraendolo un po'.

La mattina dopo si svegliò alle 4:30 del mattino cercando i braccioli, andammo a vedere l'alba  sul mare e dopo aver fatto colazione ritornammo molto presto in spiaggia. Ma il primo giorno fu impegnativo per tutti: il lungo volo, il jet lag (con fuso orario  a -7h), il cambio climatico e l'entusiasmo di essere al mare erano tutti elementi destabilizzanti. Il rimedio? La pazienza!

Viaggiare con i bambini ci fa crescere come genitori: possiamo leggere libri, ascoltare i consigli, ma la strada che percorriamo insieme è solo nostra!

Ci fortifichiamo, superiamo gli ostacoli, alleniamo la nostra capacità di flessibilità e adattamento, la pazienza e la tenacia, certi che stiamo facendo un ottimo lavoro! 

 

Commenti: 16
  • #16

    gloria (martedì, 17 aprile 2018 15:01)

    che bello questo post! mi fa riflettere moltissimo su alcuni comportamenti che ho con Asia! devo migliorarmi in alcuni aspetti sennò questa mi mangia i risi in testa. Noi non abbiamo ancora affrontato un tour così lungo e spero presto di poterlo fare. Non so come sarò ma di sicuro NIENTE ZUCCHERI DOP LE 17!!!! sonic che corre ho riso per mezz'ora!

  • #15

    Valentina (sabato, 10 febbraio 2018 14:38)

    Eheheh come hai detto tu ci vuole una bella pazienza! :) io non ho ancora figli ma ricordo molto bene la peste scatenata che ero da piccola! I miei genitori dovrebbero essere nominati santi ;)

  • #14

    Laura (sabato, 10 febbraio 2018 11:27)

    Non abbiamo ancora figli ma credo che il tuo post sia molto interessante per chi si sta apprestando a fare un viaggio con i bimbi

  • #13

    Francesca (venerdì, 09 febbraio 2018 12:06)

    Sono d'accordo al 100%, soprattutto quando dici che i capricci non vanno mai assecondati, ma ignorati e gestiti con pazienza. Durante il viaggio tutto si amplifica poi, è chiaro.

  • #12

    Robi - Tre cuori e una valigia (martedì, 30 gennaio 2018 21:29)

    Noi ci stiamo preparando (psicologicamente) ad un volo di 10 ore dirette con il nostro delizioso terremoto di 2 anni... ci divertiremo sicuramente! ;-)

  • #11

    Roberta Isceri (lunedì, 29 gennaio 2018 11:32)

    Non ho figli ma trovo questo post molto interessante. Sono zia e, nei momenti dei capricci, anche a me viene da urlare e spazientirmi. Come dici giustamente tu, bisogna non cedere al capriccio e, allo stesso tempo, provare a calarsi nelle emozioni del bambino. Brava, consigli molto equilibrati :)

  • #10

    Raffaella (domenica, 28 gennaio 2018 20:32)

    Che bell'articolo! Non ho figli, ma avrei più di qualche amico in mente a cui potrebbe interessare l'argomento ;-)

  • #9

    Rocio (domenica, 28 gennaio 2018 00:00)

    Molto carino questo excursus sei tuoi viaggi in relazione al tuo bambino! Sicuramente può aiutare molti genitori a capire meglio il proprio. Io purtroppo mi astengo non avendo figli e non essendo proprio la persona da bambini �

  • #8

    Laura (sabato, 27 gennaio 2018 13:39)

    Apprezzo il tuo approccio e cerco di applicarlo, ma credo che ogni bambino e ogni famiglia sia un mondo a sè. Mio figlio è stato tranquillo solo in pancia :)

  • #7

    Alessia - UnaValigiaDiEmozioni (sabato, 27 gennaio 2018 10:05)

    Anche noi fortunatamente non abbiamo dovuto affrontare crisi isteriche in viaggio perché generalmente William si incuriosisce e si intrattiene... Ogni tanto fa qualche capriccio per la cintura in aereo perché anche lui vuole guardare fuori dal finestrino... Io gioco di anticipo e viaggio con giochini, album, colori, macchinine, e chi più ne ha più ne metta... In modo da avere sempre qualcosa da proporgli. Comunque hai detto giusto, ci vuole taaaaaaaaaaaanta Pazienza!!!!

  • #6

    drinkfromlife (venerdì, 26 gennaio 2018 23:20)

    "Viaggiare con i bambini ci fa crescere come genitori" è bellissimo leggere queste parole. Ho trovato anche molto interessante tutto il post in generale. io non ho ancora figli ma leggo sempre con curiosità gli articoli che riguardano i viaggi con loro.

  • #5

    Paola (venerdì, 26 gennaio 2018 21:26)

    Da passeggero senza figli ti devo confessare che i bambini urlanti sono il mio incubo, ma spesso sono più rumorosi i genitori che cercano di calmarli! Solo una volta mi è capitato come vicino di posto un bambino italo inglese adorabile in una tratta tra UK e Italia e probabilmente era già abituato a viaggiare perché sapeva tutto dell’aereo!!! I più piccoli però in genere sono i migliori per la mia esperienza perché di solito dormono per tutto il viaggio a parte qualche minuto di irritazione al decollo e all’atterragagio

  • #4

    Daniela (venerdì, 26 gennaio 2018 17:17)

    Capisco perfettamente! La scorsa estate in volo per la Nuova Scozia mio figlio, che aveva 2 anni appena compiuti, fece una scenata pazzesca. Non l'ho mai sentito urlare così tanto. Veniva da un primo volo di 9h, non dormiva da un sacco ed evidentemente non ne poteva più. Non credo fosse un capriccio a dirla tutta. Fortunatamente i passeggeri sono stati molto comprensivi. "Nessun problema, è solo un bambino, lo siamo stati tutti" mi disse la mia vicina di posto.

  • #3

    Cassandra - Viaggiando A Testa Alta (venerdì, 26 gennaio 2018 16:37)

    Immagino, viaggiare con i bambini non deve essere affatto semplice! A volte penso che le mamme abbiano una pazienza infinita!

  • #2

    DANI (venerdì, 26 gennaio 2018 16:02)

    Proprio vero! Ma si superano, a casa come in viaggio. :-)

  • #1

    Chiara (venerdì, 26 gennaio 2018 11:31)

    Effettivamente i capricci in viaggio sono davvero fastidiosi, sia per noi genitori che per i passeggeri! Ma forse non sono capricci, quanto stanchezza, cambiamento, jet lag...